PERCHE’ VORREI BRUCIARE I VIDEOGIOCHI

Heidi-Busetti-Journalist

Non è un periodo facile.
Federico, dieci anni, cresce alla velocità della luce e, con l’altezza, cresce anche la sua necessità di libertà.
Ci sta, per l’amor di Dio. Ma nell’ultimo anno si è insidiato in casa nostra un videogioco maledetto per cui Federico sarebbe disposto a giocarsi il cervello.
Litighiamo perchè non voglio concedergli più di mezz’ora al giorno di gioco.
Discutiamo perchè “Mamma tutti i miei amici possono fare quel che vogliono”.
Ci avveleniamo perchè “Sono l’unico che non è in facetime per giocare a Minecraft il sabato e la domenica con i miei amici”
“Ma i tuoi amici non escono il sabato e la domenica?”
“No, si ritrovano TUTTI davanti allo schermo”

STIAMO SCHERZANDO?

Oh, ma i genitori della mia età ci sono, o si fanno?
Bambini connessi a internet ore infinite. Una totale assenza della figura del genitore.
L’incapacità di imporsi quando serve. Ma li ho avuti solo io dei genitori che quando erano NO, era NO e basta? Ma l’autorità ragazzi, dove l’abbiamo messa?
Che pensate, che vi faccia sembrare cattivi?
L’autorità serve per proteggere questi bambini da un mondo che li vuole solo merce di consumo. Serve per tutelare il loro cervello, la loro CREATIVITA’.

Ma come faranno a relazionarsi con la realtà, se non sono in grado di uscire da uno schermo?
Conosco bambini che non sanno cosa sia un parco giochi.
Ragazzini che stanno A BORDO PISCINA a scrivere su WhatsApp agli amici.
Bimbi che vanno a sciare e si lamentano perchè la realtà non è avvincente quanto un videogioco!

“Eh, ai miei tempi” scrivete voi su Facebook.
Ma scusate, chi lascia in mano ai bambini il cellulare?
Chi mangia al ristorante lasciando uno schermo davanti a bambini nel seggiolone, perchè stiano zitti?
Diciamo di amare perdutamente i nostri figli e poi non siamo capaci di dialogare con loro. Diciamo di volere il meglio per loro, e poi li lasciamo in mano a sconosciuti che navigano in internet. Chi li vede in rete? Con chi dialogano? Cosa vedono nei videogiochi? Odio i videogiochi! Li odio fortemente! Perchè dovrebbero essere un momento di svago e invece si sono trasformati in schiavitù.

Fate quel che vi pare. Lasciate i bambini davanti ai videogiochi tutta la vita. Ma poi non lamentatevi se non sapranno gestirsi nella vita, affrontare i problemi, superare le difficoltà. Perchè faranno SOLO quello che gli avete insegnato: spegnere il cervello aspettando un’esistenza che non arriverà mai!

Photo: Devid Rotasperti

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Comments

  • Andrea

    Written on 26 aprile 2016

    Cara Heidi, credo che il nocciolo della questione non riguardi i videogiochi, purtroppo il vero problema dei nostri figli siamo proprio noi; i genitori. E da quello che scrivi si evince il fatto che sia chiarissimo anche a te. Dialogare con i nostri figli, magari dopo una intensa giornata di lavoro non è una cosa semplice. Magari per poterci dialogare devi anche cercare di usare un linguaggio che sia a loro comprensibile, devi pensare alle parole che dici (ma dai … devi pensare …). Poi all’età di Federico arrivano anche le domande imbarazzanti, alle quali è fondamentale dare una risposta sensata e credibile, ma con il loro linguaggio e con i loro strumenti di comprensione. Ma scherzi? Questo è un lavoraccio. Ma chi ce lo fa fare? Infondo davanti allo schermo mica gli viene in mente di chiederti cosa vuol dire esattamente fare sesso. E’ solo codardia ed egoismo Heidi. Tutto il resto sono balle, stronzate che si inventano tutti per giustificare se stessi e per mentire a se stessi. Perché in fondo è davvero semplice la questione e la capisce persino una scimmia. I videogiochi non c’entrano un cavolo. Se un bambino non sa cosa sia un parco, lui è la vittima e i suoi genitori bipedi i carnefici, non i videogiochi. Nella maggior parte dei casi. Non è colpa dei videogiochi Heidi, non odiarli. E’ come odiare la birra per via di quelli che si ubriacano e ti vomitano sul marciapiede.
    Cosa dobbiamo fare? Tenere duro e non mollare. Videogiochi mezz’ora al giorno e poi al parco. I bambini imparano in fretta, soprattutto a divertirsi. Sono ottimista e fiducioso. Un giorno ci ringrazieranno.
    a::t

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