Un amore di famiglia!

Home sweet home

Marianna, occhi sereni e un’anima felice che attende il matrimonio. Un’unione che non è solo sigillo tra uomo e donna, ma tra Centro Italia e Sud, tra sentimento e ragione, tra vivacità e compostezza.
Marianna lo sa bene e pone l’accento sulle differenze vissute come ricchezza, quando si racconta. “Io e Francesco siamo opposti – racconta ridendo – e veniamo da famiglie molto diverse. Lui è ingegnere ed è la razionalità. E’ figlio unico e anche i suoi genitori lo sono, così non ha zii, né cugini. Io invece sono calabrese e appartengo ad una famiglia dove solo di cugini se ne contano sedici”. Ride Marianna con una vitalità che contraddistingue chi al mondo ci sta davvero volentieri. “Le nostre famiglie sono molto diverse anche nell’atteggiamento: basti pensare che la mamma di Francesco cucina 80 grammi di pasta per due persone, mentre mia madre, da buona calabrese, se ci sono due persone a tavola rovescia nella pentola mezzo chilo di spaghetti. I genitori di Francesco hanno abitudini radicate e appartengono ad un mondo molto composto, mentre io provengo da una terra familiare, dove ci sono ancora le processioni a cui partecipa tutto un paese”. La parte divertente è che i consuoceri, nonostante il matrimonio sia fissato per il 9 agosto e i ragazzi convivano da un anno, ancora non si conoscono! Marianna e Francesco sorridono al solo pensiero dell’incontro, perchè sanno che sarà un momento molto “colorato”. Sarà l’istante in cui la compostezza incontrerà la passionalità e dunque tutto potrà accadere. Non ci credete? Basti pensare che gli sposi convoleranno a nozze nella splendida terra calabrese e la domanda rivolta alla futura sposa è stata: “Ma ci sono le docce?”
Come se la Calabria fosse una terra all’altro capo del mondo, sperduta, dimenticata a se stessa. E invece no. Ci sarà tutto ciò che ci dovrà essere per un matrimonio vitale: cento invitati, una festa indimenticabile in una piccola chiesetta di paese, famiglie che per stare insieme dovranno imparare pregi e difetti l’una dell’altra, così da potersi amare.
Ci sarà la nonna Nina, che partecipava a tutte le processioni e accendeva ceri pregando che Marianna “non restasse in casa”; ci sarà il padre di Marianna che le processioni le organizzava, litigando quotidianamente con il prete. Ci saranno i sedici cugini e tutti coloro che gli sposi hanno davvero voluto invitare, per celebrare un’unione arrivata dopo solo due anni e mezzo di fidanzamento. D’altronde i due si sono piaciuti subito, fin dal primo incontro. Fin da quando cioè Marianna inforcò una bicicletta per farsi due chilometri di strada e raggiungere un’amica dall’altro capo della spiaggia. Una vera e propria fuga dal vicino d’ombrellone, convintosi in zucca che quella ragazza, Marianna appunto, fosse la moglie perfetta per il figlio. Peccato che il ragazzo, calzini bianchi e una sdraio su cui restare tutto il giorno a fissare Marianna, non rientrasse per nulla nei canoni della giovane calabrese. Così, presa la bicicletta Marianna pedalò per Pesaro fino ad arrivare all’ombrellone di una carissima amica, conoscente di Francesco. L’estate, la giovinezza, il desiderio di fare quattro passi insieme fino a casa. Quando Francesco torna da un breve viaggio in Croazia non dimentica un pensiero per Marianna: una scatolina ricoperta di conchiglie, simbolo di un nuovo ed onesto sentimento. I due si fidanzano e, due anni e mezzo più tardi arriva la proposta di matrimonio. È il 30 agosto del 2013. Mentre sono al concerto dei Modena City Ramblers, sul cellulare di Marianna arriva un video, inviatole in diretta dal fidanzato. Lei pensa che sia una canzone, lui invece ha inviato tutt’altro: un file dove sfilano una per volta le immagini della loro storia, accompagnate dalle canzoni di cui Marianna è innamorata. Il video termina con l’immagine della chiesetta della Madonna Santissima della Catena, e la scritta: “Mi vuoi sposare?”
Segue una dichiarazione, un anello di fidanzamento ed un sì, da pronunciare nella terra natia di Marianna, in quella chiesetta che tanto le ricorda le processioni e l’affetto di un’intera famiglia. “È una chiesina a cui si arriva dopo ore ed ore di automobile, sperduta in una zona ancora selvaggia della Calabria – racconta la futura sposa -, ma è una parte del mio cuore, perché appartiene ai ricordi d’infanzia. Sarà significativo sposarci tra quelle mura che tanto hanno per me il profumo del tempo trascorso. Quel giorno, indosserò un abito firmato Tosca Spose e saremo circondati da tutti coloro che amiamo. Avremo tempo per festeggiare e per sentirci uniti, per stare insieme come una vera famiglia”. E proprio la famiglia sarà il tema dell’evento, manifestata attraverso ricordi d’infanzia e la presenza delle persone più care. Una famiglia che sarà appunto l’unione tra mondi opposti ma a loro modo perfetti. Un’alleanza sincera che farà delle differenze una virtù.
E il viaggio di Nozze? “Per ora andremo una settimana alle Eolie – conclude Marianna, con voce felice – perchè andarmene all’estero in agosto, con qui una terra tanto bella da vivere, mi sarebbe sembrato un torto verso la Bellezza Italiana”.

[TO BE CONTINUED…]

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