L’ultimo bacio

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C’è un amore più grande di ogni cosa al mondo.
Lo riconosci subito, appena ti danno il tuo bimbo in braccio.
Un dolore fisico inspiegabile, come se qualcuno volesse lacerarti e poi il pianto di una voce nuova che illumina di luce la tua piccola esistenza.

Io lo so quanto disperatamente si amano i figli.
E conosco la fatica immensa che richiede il tirarli grandi.
Quando si ammalano, quando non dormono, quando vogliono una buona parola alle undici di sera, mentre tu sogni solo di andare a dormire. Le energie, oh le energie!, che si prosciugano in un lasso di tempo brevissimo.

Eppure te lo avevano detto che fare il genitore sarebbe stato il mestiere più difficile del mondo.
Certo, ma quanto diverso è viverlo, giorno per giorno?

Personalmente, la maternità mi ha rivelato una forza che non sapevo d’avere. Ma mi ha anche portato in dono una sensibilità devastante, verso i più piccoli e le ingiustizie in generale.
Così, quando oggi ho aperto Facebook ed ho trovato quest’immagine sulla bacheca della mia amica Sara Ferrari, sono scoppiata a piangere a dirotto.

Un bambino morto, tra le braccia del padre, il viso appoggiato a quello del figlio per un’ultimo bacio.
Un bambino che potrebbe essere il mio, il vostro, quello di qualsiasi altro genitore sulla faccia di questa lurida e meravigliosa Terra.
Basta, vi prego.
Basta dolore, sangue, ferocia, violenza, crudeltà. Basta, basta!
Basta vedere padri che piangono figli, basta vedere bambini urlanti con maschere di sangue correre nella speranza di restare vivi. Basta bambini buttati in acqua dai barconi, basta piccoli violentati dagli adulti. Basta, cazzo!

Ma perché non capite che uccidendo, i primi a morire siete voi? Perché non capite che prevaricando un’innocente, i primi ad essere prevaricati siete voi? Che credevate? Che la guerra finisse così? Pari e patta?
Voi che imbracciate le armi, voi che distruggete le vite, voi che umiliate i più deboli, state facendo in primo luogo un torto a voi stessi. Perché questo è il mondo. E per quanto silenzioso possa sembrare nel suo ruotare, vede e giudica, per poi restituire con la stessa moneta.

Non pensiate di essere al sicuro, solo perché siete armati.
Perché la Storia è lunga e se a questi bambini è toccata la morte, a voi toccherà ben di peggio: a voi toccherà convivere, per sempre, con le vostre azioni.
E, inaspettatamente, l’odio più grande, non arriverà dal mondo. Arriverà dal vostro sangue, che non vi darà tregua. Per quanto sembri assurdo, un conto sarà perdonare il nemico, sentendosi anche superiori in un gesto eclatante di bontà, e un conto sarà perdonare se stessi, sapendo di essere allo stesso tempo il giudice e l’avvocato di un’accusa senza speranza alcuna.

Basta. Per pietà.

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