Gli Inglesi come il resto del mondo.

Royal Wedding - foto Devid Rotasperti (39)

Nonostante non sia ancora riuscita a perdonare agli inglesi il fatto che chiamino la Manica “English Channel” (lo sapevate?), c’è un fatto che più di altri mi colpisce in questa storia del Royal Wedding: la vicenda umana di due giovani che sono diventati marito e moglie.
Al di là del ruolo di William e Kate, ciò che più noto è infatti il desiderio, ed in qualche modo la necessità, degli inglesi come del mondo intero di assistere ad una storia pulita, autentica, che abbia davvero un lieto fine.
C’è chi dice che questa vita insieme dovrà durare per il bene della Corona. Chi li vuole già sul trono perchè sono “così belli!”. Chi invece, la maggior parte, vede in questa unione l’ennesimo tentativo dell’umanità di dar corpo ad un sogno.
Soprattutto questo.
Perchè, al di là di tutto, proprio qui sta il nodo della questione: che stiamo assistendo tutti ad una fiaba, partecipando in qualche modo ad un sogno che non sia riveli pura illusione.
Lo scrive anche Christina Patterson, giornalista del quotidiano “The Indipendent”. “We were here not because we believed, as we wanted to 30 years ago, in fairy tales, but because we wanted to believe in happiness”. Una richiesta che è nei cuori di tutti coloro che credono ancora che la felicità sia possibile.
Come dire: ci avete fatto sognare. Ora siate responsabili di questo sogno ed amatevi davvero. E non perchè è favola, appunto, ma perchè tutto ciò, io me lo auguro, dimostri che nella vita si può credere e lottare per la felicità!
E voi cosa ne pensate?

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